Tutti siamo affascinati dalle foto di fiori e di insetti che vediamo.

Possiamo farle anche noi? Ovviamente sì.

Senza andarci ad addentrare in cose complicate, professionali e difficili da gestire indichiamo alcuni strumentini che consentono a tutti di ottenere qualche risultato, anche soddisfacente.

Si parla di macro-fotografia quando si parla di ingrandimenti che partono dall’ 1:1 in poi, altrimenti si parla di “distanza ravvicinata”. Consci di questa differenza, per cominciare, facciamo finta di niente ed equipariamo le cose.

I puristi mi guarderanno con occhio malevolo, ma sono abituato e faccio come voglio.

Il cavalletto è un accessorio che definirei obbligatorio; un flash anulare o comunque per macro, è molto utile. Se non lo abbiamo avremo difficoltà nel fare riprese dove sono necessarie profondità di campo e il congelamento dell’immagine. Possiamo comunque divertirci un po’ lo stesso.

Penso che la cosa meno costosa in assoluto siano le “lenti addizionali”.
Di solito sono vendute a triplette, +1, +2, +4, e possono essere montate direttamente sull’obiettivo. Grazie a queste lenti ci si può avvicinare un po’ di più al soggetto e, per la loro forma, lo ingrandiscono come quando si guarda una cosa con la lente di casa.

Per anni ho fatto fotografie con le lenti addizionali, ero senza soldi e quello passava il convento. Mi son divertito lo stesso a fotografare fiori e insetti, e mi sembrava di essere entrato in un altro mondo. Se non fosse stato per le fisime che prendono i fotografi, avrei potuto continuare ad usarle fino ad oggi senza vergognarmi neanche un po’ e, alla fine, facendo le foto che faccio ora.

Una alternativa sono i “tubi di prolunga”. Sono tubi vuoti che mantengono gli automatismi e la trasmissione delle informazioni con l’obiettivo, ma che lo allontanano dalla pellicola o dal sensore. In questo modo viene proiettata sul sensore solo una porzione della scena realmente inquadrata ottenendo così l’effetto voluto.

Non so se più o meno costoso c’è l’ “anello di inversione” che consente di montare gli obiettivi normali che abbiamo alla rovescia sulla baionetta. In questo modo l’obiettivo, invece di prendere una scena grande e rimpicciolirla per farla entrare nel fotogramma, prende una scena piccola e la ingrandisce. L’anello di inversione ci consente di posizionarci molto vicino al soggetto, e qui entrano in gioco problemi di illuminazione, interazione con il soggetto, ecc.

Simile ai tubi di prolunga c’è “il soffietto”, che funziona come i tubi di prolunga ma ha anche la possibilità di orientare il soggetto per migliorare la profondità di campo. Di solito con il soffietto si utilizzano ottiche particolari, ma possiamo benissimo montare le ottiche che abbiamo, tendenzialmente un grandangolo. Con il soffietto si possono ottenere ingrandimenti molto forti perché allontana l’obiettivo dal piano del sensore anche una ventina di centimetri.

Alla fine, senza entrare nel campo dell’attrezzatura scientifica, vi sono gli “obiettivi macro” che, normalmente consentono nativamente di riprendere i soggetti nelle loro dimensioni reali.

Con uno qualunque di questi strumenti è già possibile effettuare riprese d’effetto e di notevole soddisfazione.

Spesso le fotografie che vediamo sui giornali sono frutto di elaborazioni di più immagini nelle quali il soggetto viene messo a fuoco millimetro per millimetro, successivamente fuse insieme. E se il soggetto è vivo, in realtà vivo non è ma è congelato, in modo che non si sia certi che non vi siano movimenti durante le riprese. Pare brutto, ma è così. Per fare questo tipo di riprese non ci vuole una particolare attrezzatura, ma ci vuole molto tempo, attenzione, la possibilità di muovere il soggetto o la fotocamera in una direzione costante e per passi, ecc.

Se, dopo aver giocato un po’ con qualcuno degli strumenti che ho elencato diventeremo appassionati di macro-fotografia beh, ci attrezzeremo.

Per fare macrofotografia ci vuole una gran profondità di campo, altrimenti parte del soggetto viene sfuocata per cui, se non vogliamo avere troppa grana nell’immagine a causa di un utilizzo di un’alta sensibilità ISO, dovremo usare tempi di scatto lenti, da qui la necessità di un cavalletto. Un sapiente utilizzo del flash risolve un po’ questo problema, creandone altri come, per esempio, le ombre secche.

Dato che non sono un esperto di fotografia macro (come di nessun tipo di fotografia, per altro), sono benvenuti i commenti di “quelli che ne sanno” che li possono inserire nello spazio apposito in questo post e che io approverò (se non contengono improperi, insulti, ecc.)

Ah, la foto del post non è una macro, è fatta a distanza ravvicinata, e l’ho successivamente elaborata un po’. Mi sono solo divertito un po’, è lo spirito con il quale fotografo.

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