Come ho fatto questa foto?

Non volevo fare questa foto, ne volevo fare una diversa, ma ho fatto esperienza e, forse, la prossima volta ci riuscirò. Forse.

Vediamo un po’ quali “ingredienti” ho utilizzato per realizzarla.

  • un muro di casa come sfondo;
  • una finestra con le tende bianche;
  • un sostegno per la lampada;
  • una ciabatta e una prolunga;
  • una lampada a led con luce bianca da 6500 lumen;
  • due cavalletti per fotocamera;
  • una vecchia fotocamera (quella che si vede nella foto);
  • una fotocamera per fare la foto (che nella foto, ovviamente, non si vede);
  • uno specchio;
  • una poltrona per appoggiare lo specchio perché non sapevo come fare;
  • uno sgabello (prestatomi gentilmente dal Bar della Posta di Isola del Cantone)
  • Un metro avvolgibile per misurare l’altezza del mio ombelico e quella della fotocamera di ripresa.
  • me (perché non avevo altro soggetto sottomano disponibile)

Che programmi ho usato per elaborare la foto dopo averla scattata?

  • Adobe Lightroom;
  • Adobe Photoshop;
  • PortraitPro;
  • Luminar;
  • CameraBag

Quanto tempo ho impiegato?

Per allestire il teatrino, fare la foto e smonare il teatrino: un’ora.

Per elaborare la foto: mezz’ora (perché sapevo già esattamente cosa fare, ho usato impostazioni che conoscevo.

La fotocamera era impostata così:

  • Sensibilità del sensore: 560 ISO;
  • Tempo: 1/20 sec.
  • Diaframma: f 5
  • Obiettivo: Nikon 35mm f 2
  • Fotocamera: Nikon D500

Che cosa avrei dovuto usare ma, nella fretta, non ho usato?

  • L’esposimetro esterno per misurare a mano la luce incidente [errore gravissimo]

Mi sembra di aver detto tutto. Si poteva fare meglio, si poteva fare peggio, mi sono divertito.

Dietro le quinte.

Ho fatto decine di scatti; la Rollei ha il filetto per attaccarla al cavalletto con un passo diverso da quello del cavalletto medesimo, per cui dovevo tenerla perché non cadesse; ho fotografato con l’autoscatto per cui, dato che la mia macchina era lontana alcuni metri, dovevo pigiare il tasto, correre a prendere la Rollei, sedermi sullo sgabello, mettermi in posa e aspettare lo scatto (che spesso arrivava troppo presto e allora dovevo ripetere il giro).

Mi sembrava di essere Ridolini.

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