Foto della Natura – Animali

Un altro tema difficile. La caccia fotografica di animali non è argomento semplice: oltre all’attrezzatura è necessario anche qualche accorgimento tattico per riuscire a riprendere i soggetti in pose che siano interessanti.

Oltre ad “andare in giro armati” e puntare l’obiettivo contro tutto ciò che si muove sperando di ottenere una buona immagine di un oggetto in rapido movimento, si può pensare di attrarre le prede con cibi di cui sono ghiotte aspettandole al varco.

In questo caso monteremo l’obiettivo sul cavalletto e lo punteremo attendendo pazientemente la preda. Dato che gli animali sono sempre molto sospettosi ci si deve mettere sotto vento rispetto all’esca e, se ci si trova all’interno della “zona di rispetto” che l’animale prevede di avere per sentirsi sicuro, ci si deve mimetizzare in un capanno o sotto un telo.

Gli animali sono molto prudenti e tutto ciò che per loro è una variazione del paesaggio o un oggetto sconosciuto, rappresenta un pericolo. Anche per il gatto di casa.

Potremmo pensare anche di posizionare la fotocamera e allontanarci per comandarla con un telecomando all’arrivo della preda, oppure di installare delle fotocellule che attivino l’otturatore al passaggio dell’animale.

Per quanto riguarda le ottiche, salvo casi particolari (… cavolo, casi particolari ve ne sono sempre), si utilizzano obiettivi di lunga focale. dal 200 mm che è proprio il minimo sindacale in su. Meglio sarebbe poter operare con focali fisse ma, se non siamo dei nababbi, possiamo utilizzare anche ottiche zoom, cercando di avere la maggiore luminosità che le nostre tasche possono permetterci. Ci sono ottiche assolutamente rispettabili che arrivano a 300 mm (equivalenti a 450 mm in formato APS-C e ad addirittura 600 mm nel formato micro 4/3), che garantiscono grande soddisfazione, se non dobbiamo pubblicare su National Geographic.

Io utilizzo un 180 mm f 2.8, focale fissa, equivalente ad un 270 mm in formato APS-C e 360 mm su micro 4/3, ed un vecchio 80-400 f 4-5.6, e va bene così. Anche io non fotografo per National Geographic.

Tempi brevi per congelare il soggetto, profondità di campo sufficiente per averlo tutto a fuoco. A questo punto si deve giocare con gli ISO: si può impostare la macchina con ISO-Auto, ma conviene comunque mettere un limite alla sensibilità utilizzabile, altrimenti rischiamo di avere una grana grande come fiocchi di neve.

La foto “di copertina” è stata scattata con: Nikon D500, 180 mm, f 5.6, 1/4000 sec., ISO 800, esposizione priorità apertura, mano libera.

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